venerdì 3 febbraio 2012

Corsi gratuiti per sviluppare App

Oggi vogliamo dedicare un post ad un'iniziativa più che lodevole, organizzata da Qiris, società nata per stimolare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Qiris ha ideato follow-APP, un programma di formazione per autoimprenditorialità e business development dedicato a giovani di talento. Follow-APP sostiene i giovani intraprendenti con:
  1. un ciclo di 12 seminari tenuti da docenti esperti su avvio e gestione di start-up basate su tecnologie innovative.
  2. Un laboratorio di App, tenuto da tutor esperti, per realizzare e ottimizzare la propria idea di App.
La cosa bella è che sia i seminari che il laboratorio sono gratuiti e c'è tempo fino al 10 Febbraio per iscriversi. Inoltre nei prossimi mesi sono previsti altri incontri molto interessanti (sempre gratuiti), organizzati da Qiris: il BeMyApp WeekEnd, la versione italiana della tre giorni internazionale dedicata allo sviluppo di applicazioni mobili e start-up di giovani imprenditori. Le prossime tappe saranno in Maggio a Roma e in Settembre a Milano. Qui maggiori dettagli: BeMyApp weekend.


mercoledì 25 gennaio 2012

La fotocamera-palla che fa scatti a 360°

Oggi voglio dedicare questo post ad alcuni ricercatori dell'università di Berlino. Se lo meritano perchè, anche se forse non troveranno mai un investitore per la loro invenzione, di sicuro la Throwable Panoramic Ball Camera ha un che di geniale.

"Realizzata da alcuni ricercatori della Technische Universität di Berlino, questa fotocamera ha la forma di una palla ed è ricoperta di materiale protettivo che evita che possa danneggiarsi durante le cadute. È dotata di 36 sensori da 2 megapixel distribuiti uniformemente tutt’intorno alla struttura sferica che catturano immagini che poi vengono messe insieme per creare la foto completa a 360 gradi. Per scattare la foto panoramica basta lanciarla in aria: al suo interno c’è un accelerometro che serve a calcolare quando la Throwable Panoramic Ball Camera raggiunge il punto più alto e scattare quindi la foto. Le immagini saranno poi visualizzate sul PC attraverso uno speciale visualizzatore panoramico che consente di guardarle come se si fosse realmente sul posto in cui sono state scattate."

martedì 24 gennaio 2012

Tecnologie per l'Apprendimento Collaborativo

Parlare di apprendimento significa innanzitutto parlare di cambiamento: cambiamento delle conoscenze, dei modi di apprendere, dei comportamenti.  Mentre le forme classiche di apprendimento avengono attraverso processi che coinvolgono il singolo (l'esempio classico della lezione frontale) esistono forme più complesse, e ampiamente studiate, che coinvolgono gruppi di singoli in interazione. Queste forme di gruppo si focalizzano sull' apprendimento collaborativo, in cui un insieme di persone/studenti collabora per raggiungere un obiettivo condiviso, attraverso un processo di approfondimento e di riflessione critica sui contenuti proposti dal formatore.

Esistono vari studi che dimostrano la potenza dell'apprendimento collaborativo rispetto alla classica lezione frontale, eppure la tecnologia, oggi ampiamente utilizzata nel supporto delle lezioni frontali (pensiamo solo alle lavagne interattive presenti in molte scuole), non è stata quasi per nulla applicata ai gruppi. L'idea, per certi versi rivoluzionaria, che è stata portata avanti dalla piccola start-up Practix.net, è quella di trasforamare i tavoli con superfice multi-touch in tavoli multi-utente, dove gli individui possono condividere e manipolare contemporaneamente materiali diversi. Se prima quindi i tavoli interattivi erano semplicemente dei "giganteschi iPad" utilizzabili da una persona alla volta, con questi nuovi software si possono trasformare in delle vere e proprie aree di lavoro, dove più persone collaborano a tutti gli effetti. Ho avuto modo di vedere alcuni di questi prodotti e devo dire che sono rimasto impressionato. Per maggiori dettagli: tavoli interattivi per l'apprendimento collaborativo.

giovedì 19 gennaio 2012

Google+ la nuova frontiera del SEO e del marketing

Il social network di Google, Google+, ha generato un sacco di buzz l'anno scorso e sembra che dopo una fase di stanca stia mostrando nuova vitalità. Mentre il social network per eccellenza, Facebook, ha ora più di 800 milioni di utenti attivi, Google+ lancia l'attacco con una serie di promesse - in termini di funzionalità SEO - racchiudibili nella parola chiave Social-SEO.

Ma prima di proseguire vediamo alcuni dati: Google+ ha raggiunto un totale di 49 milioni di visite, negli Stati Uniti, nel dicembre 2011, il mese migliore di sempre con un 55% in più rispetto al novembre dello stesso anno. E' incredibile che Google+ abbia raggiunto simili aumenti in appena un mese. Se Google+ dovesse mantenere il trend, potrà raggiungere il suo obiettivo di 400 milioni di utenti nel 4° trimestre del 2012. Google non è lontano dall'obbiettivo perché la proliferazione della piattaforma Android, fortemente integrata con Google+,  è anch'essa in aumento.


Vediamo ora le funzioni di Google+ che possono migliorare il vostro SEO. Se avete già una pagina personale di Google+ potete provare voi stessi: non stupitevi se la pagina del vostro profilo G+ è tra i primi 5 risultati. Google+ sta spingendo molto nelle SERP i contenuti provenienti da G+ (anche se in Italia il fenomeno è ancora poco evidente). L'idea di base è quella di avere un layer sociale che in qualche maniera valida e promuove i contenuti della rete; le condivisioni su G+ diventano quindi a tutti gli effetti dei link sociali che permettono agli utenti, che usano il motore di ricerca di Google, di scoprire quali tra i contenuti da lui cercati sono stati "certificati" dalle persone delle sue cerchie. Questa strategia viene perseguita in maniera molto aggressiva, spingendo in posizioni prominenti (tipo la spalla a destra solitamente riservata agli annunci a pagamento di AdWords) tutti quei contenuti che rispondono alla parola chiave e sono stati condivisi dalla mia rete sociale.

Se vi interessa saperne di più potete dare un'occhiata al video di SEOmoz nel suo post

mercoledì 30 novembre 2011

Quanti tipi di Marketing Virale Esistono?

Nel mondo del Marketing Virale si tende a parlare genericamente di contenuti virali, dando per scontato che la viralità sia un fenomeno unitario, dalle dinamiche sempre uguali per ogni contenuto in ogni contesto (almeno a livello macro). Ma siamo sicuri che sia veramente così, che basti creare un contenuto virale per raggiungere gli obbiettivi prefissati, senza preoccuparsi del livello micro, che poi tanto micro non è? Un serie di esperimenti pubblicati recentemente - nell'articolo scientifico "Exploring test virality in social networks" di Marco Guerini, Carlo Strapparava e Gozde Ozbal - sembra sconfessare questa visione, lasciando presupporre un modello molto più articolato del concetto di viralità. Secondo questi ricercatori la viralità sarebbe un fenomeno dalle mille sfaccettature, che può portare con sé effetti persuasivi molto diversi, così come reazioni molto diverse da parte dell'audience. Reazioni che, va da sé, devono essere attentamente considerate nella pianificazione di una campagna promozionale di successo. Vediamo quindi nel dettaglio quali sarebbero queste forme diverse di viralità:

  • Apprezzamento: quanto le persone apprezzano un dato contenuto, per esempio cliccando sul pulsante "mi piace".
  • Diffusione: quanto le persone tendono a condividere un dato contenuto, per esempio inoltrandolo ad altre persone.
  • Buzz semplice: quanto le persone tendono a commentare un dato contenuto
  • White Buzz (buzz bianco): quanto le persone tendono a commentare in maniera positiva un dato contenuto, ad esempio "questo è uno dei migliori prodotti che abbia mai comprato".
  • Black Buzz (buzzo nero): quanto le persone tendono a commentare in maniera negativa un dato contenuto, ad esempio "Questo prodotto è una vera fregatura".
  • Induzione della Discussione: la capacità, di un contenuto, di portare le persone a discutere tra di loro, piuttosto che a commentare il contenuto in sè.
  • Controversialità: la capacità di un contenuto di spaccare l'audience, di polarizzarlo su posizioni contrapposte (ad esempio, temi quali l'aborto, o la pena di morte, molto sentite negli Stati Uniti).
  • Induzione dell'elaborazione: la capacità di un contenuto di indurre le persone ad elaborare sul contenuto stesso (scrivendo commenti lunghi ed articolati).

Se tutto questo fosse vero, come sembra essere, una strategia di Buzz Marketing ben fatta dovrà necessariamente tener conto di questi aspetti e scegliere l'effetto più appropriato a seconda degli obbiettivi della campagna promozionale (se Brand Awareness, Membership feeling, etc.).